#Sunderland Tumblr posts

  • Fire and light choreographer Penella Bee from Bee-Enchanted practices her routine on Seaburn beach in Sunderland
    Credit: Owen Humphreys/PA Wire

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  • Cricket in the back streets of Sunderland [1954]  

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  • Wild waves leash the seafront at Seaburn in Sunderland as high winds whip up the water in the north of England
    Credit: Simon Woodley/SWNS

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  • Fatfield, Washington, 1965

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    moved back home from university

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  • Mi ero fermato sotto ai pioppi del parcheggio, mentre sulle case che circondavano lo spiazzo montavano le nuvole grigie. Erano giorni che, non appena si avvicinava il crepuscolo, puntuali sopraggiungevano i temporali, che rinfrescavano l'asfalto facendolo puzzare ed allagavano le strade sterrate che, anche dal parcheggio in cui mi trovavo, portavano in campagna. Fossi stato in montagna, sarebbero state chiamate “gippabili”. Questo termine è utilizzato per dimostrare uno stato di inquietudine, di accettazione ma anche di divieto. Sono strade percorribili a piedi, ovviamente, evitando gli accidenti e i pericoli dei sentieri, ma anche con un mezzo a motore, preferibilmente dotato di quattro ruote motrici. In tantissimi, quindi, le percorrono su Jeep o Pick-up. La zona della città nella quale mi trovavo, vicina a casa mia, era un'antica area un tempo destinata ai campi coltivati di riso, grano e mais. Le sue vie, strette e raggomitolate, si intersecano tutt'oggi zigzagando, seguendo gli antichi tracciati delle coltivazioni e dei fossati paludosi che le distanziavano le une delle altre. Alcune di esse ancora oggi si trasformano in gippabili di campagna, arrivando sino ai confini della città ed iniziando a solcare le campagne in cerca di cascine, mulini, pollai, vecchie chiuse e muri lasciati a loro stessi da decenni. Alcune Jeep, quindi, è naturale che le percorrano. Si vedono viaggiare sugli sterrati, dalle strade principali che costeggiano gli abitati popolari, in quanto alzano un sacco di polvere, facendo sembrare il loro procedere, da lontano, dei piccoli incendi. “Qualcuno sta bruciando delle stoppie. Ah no, qualcuno sta andando sulla sterrata.” Dominic Matteo è scozzese e giocò nel Liverpool forse più pittoresco di sempre. I Reds di fine millennio erano una squadra affiatata ma perennemente incompleta, composta da elementi antitetici tra loro, ma molto uniti da un unico e fortissimo spirito di appartenenza. 

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    Si andava dalla meccanicità di Karl-Heinz Riedle alla freschezza di Owen, dalla sregolatezza di Ince, Berger e McManaman alla solidità di Babb e del giovane Carragher. Matteo aveva legato molto, ovviamente, con Fowler e Redknapp, nel frattempo: Liverpool era ai loro piedi, soprattutto dopo gli allenamenti e nei frequentissimi momenti liberi. Le loro continue inottemperanze erano però sempre giustificate e tollerate. Come in una cucciolata. Quella squadra non vinse mai nulla, a conti fatti, ma ogni partita era un'allegoria mordace di ciò che potesse essere un percorso di vita, in quegli anni. Roy Evans, nato nel Merseyside, era un padre putativo per tutte queste personalità, ma soprattutto lo fu per Dominic. Appena tornò dal prestito a Sunderland, infatti, lo mise al centro dei suoi progetti difensivi. La mancanza di risultati, però, fece sì che dopo il 1998, la squadra venisse affidata al francese Gérard Houllier, chiamato a ristabilire l'ordine tra le file dei rimasti. Matteo non ce la fece ed abbandonò il districarsi di vicoli e stradine asfaltate per iniziare ad alzare la polvere per le strade di campagna, per le gippabili, andando al Leeds. Anche se gli inizi, nel West Yorkshire, non furono dei più facili, seppe guadagnarsi un posto da titolare, rendendosi protagonista di una delle cavalcate più inaspettate a cui la Champions League potette assistere. I compagni di squadra, lì, erano differenti da quelli delle stagioni passate, in cui si sedeva all’ultimo posto, in fondo alla classe, con i suoi amichetti. Smise di andare per bar e fare tardi la sera, trovando la sua dimensione in un calcio più giocato che vissuto da tifoso. Già, perchè forse quel Liverpool, il Liverpool di fine millennio, dei bad boys, era una squadra più da tifo sfegatato e piccole vittorie che da un progetto a breve termine. Il loro amalgamarsi con la città e i tifosi, nei meandri delle loro carriere, intese come piccole strade asfaltate ai margini della città, ha fatto sì che le uniche soddisfazioni sportive venissero dal bottinare qua e là per l'Inghilterra, giusto per non tornare a mani vuote al proprio villaggio Le gippabili non passano per campi fetidi, ma puntano sempre in direzione di luoghi particolari. Non si lasciano impressionare dal caldo che fa ribollire l'acqua nei campi rendendo invivibile il paesaggio. Ma non portano mai in luoghi poetici. Quel giorno, parcheggiato lì, stavo aspettando di andare a compiere il mio dovere da scrutatore e pensavo alle gippabili. Pensavo a quelle di montagna, che spesso sono affiancate e intersecate da un sentiero, tortuoso e impervio la maggior parte delle volte, percorso da chi non vuole avere niente a che fare, almeno per un giorno, con le automobili, disprezzando quelli che, magari per un giorno, hanno la reale necessità di usare la macchina. Fissavo il volante e ci pensavo. Alle trasformazioni, a me che avrei passato un weekend tra inchiostri e documenti di identità. Una volta, una sera, a Liverpool, Dominic Matteo uscì a andò per bar. Decise di tingersi i capelli biondo platino, senza ricordarsi che il giorno dopo ci sarebbe stata la cerimonia della foto ufficiale, con la squadra, con il Liverpool. Fece la foto con i capelli tinti e i suoi compagni lo sapevano, che si sarebbe presentato in quel modo. Perchè tra di loro non vi erano segreti, erano i ragazzi della città. Peroravano la causa degli operai e dei Dockers, uscivano assieme alla sera, avevano a cuore la profonda cultura della loro società nonostante arrivassero dalle più lontane parti d'Inghilterra e del mondo: erano molto di più di una cosiddetta “bandiera”, erano una squadra di città. E Dominic Matteo ha vissuto quegli anni come ognuno di noi abvrebbe fatto. Sino a far sì che il suo cuore iniziasse a piangere assieme a quello del suo allenatore, uno di Liverpool.

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  • Sunderland fans watching William Storey potentially buy their team, after what happened with Haas in F1 last year

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    All pictures, without colour edit, is screen caps from “Sunderland till i die” season 2, Ep. 4, 5 and 6 from Netflix.
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  • I would like to make a publication aimed at the differences between countries, I am Spanish but I study in the United Kingdom, so I will talk about the differences in both countries.
    I would also like to dedicate a small section to art, because now that we have more time we can dedicate it to artistic activities.Good afternoon dear readers!!

    Today’s blog is going to be different, last week we were proposed to create a topical publication, dealing with some controversial topic, I have chosen to talk about the coronavirus, the pandemic that we are suffering all over the planet.

    Let’s start from the beginning, the coronavirus arrived in Spain in February and in March the state of alarm was established, because of this many people contracted the virus, and the limited organization of companies and businesses aggravated it by not putting its workers and clients to safety.

    In England something similar has happened, a state of alarm has been established but you can still go out on the streets to exercise and there are not so many restrictions. No one can explain why there are so many cases in Spain, but deaths are far fewer than in the United Kingdom, it is assumed that the measures they put in place were not adequate, but that no longer matters.

    To this day the cases in Spain have been reduced remarkably and it seems that everything is quieter, you can go out to do sports and on May 11 you will be able to see friends and family.

    I don’t want this blog to be too long so the main differences between England and Spain have already been mentioned, let’s talk about art.
    Art is found everywhere and yet it is very undervalued, now everyone is investing their time in performing artistic tasks, drawing, watching movies, listening to music, writing…

    I’d like to talk to you about what I do in quarantine, to help or inspire you. First of all, in the morning I do sport to start the day well, it has nothing to do with art, but during the time I invest in doing sport I think of artistic projects that I can carry out from my home. I’m a music lover, so the rest of the morning I listen to music while doing housework. I also spend a lot of time reading, send me a private message if you want me to recommend great books. After doing college work I usually watch a film or a series, I try to make them classic to learn from the great filmmakers. And finally, when the day is ending and people are calmer, I take the opportunity to write my ideas and write them down, it is very relaxing and therapeutic. I’d recommend it to you!

    Thank you so much for reading,

    I hope you are enjoying my blog,

    XOXO Dario Juarez

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    Good Morning dear readers!!

    I should have post this blog a few weeks ago, but that day I have a lot of things to do because i was coming back to Spain, I had a flight and all those things.

    This blog is about Traces light Painting, we had to look for lights in our house and take a photo with a special app, and then drawing with the light in the same app.

    I hope you like it, And I am so sorry for the delay.

    Thank you so much for reading my blog,

    XOXO Dario Juarez.

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    Good morning dear readers!

    First of all I want to apologise because I did not update two blogs, I thought I post it, but I did not.

    This is one of those blogs.

    When We walked into the class the teacher was waiting for us, then He told us to create class groups to build a bridge with some materials.

    It was a really interesting class, because we worked together with a lot of different ideas.

    I enjoyed it so much, and I hope you too, I am going to post the other blog right now, I hope you like it.

    XOXO Dario Juarez.

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  • Olarak bir şeyler yapmaya çalışmak beni biraz zorluyor.

    Elimden geldiğince kitap okuyorum, sanırım puzzle konusunda yeterli başarıyı sağlayamayacağım. Kitap harici oyunlara da gayet ilgi gösterebiliyorum ve bolca müzik dinliyorum. İlginç olmakla birlikte kendimce öyküler yazıyorum, hem de aslanlar gibi hissediyorum bu konuda. Ama bu süreçteki en tutarlı başarım aksatmadan spor yapmak oldu. Hani sorsan dünyamı değiştirmedi ama varlığı bile yeter, mutluyum.

    Elimden gelirse yakın bir vakitte Sunderland ‘Til I Die hakkında yazı yazmak istiyorum. Diziyi izlerken Sunderland yokluğunun içinde kendimi buldum.

    Son olarak söz aramızda,

    Keşke tüm bu eforu gönlümü gün edene harcayacağım günler gelse. Çünkü Aspova bekar adamın ciğerine dokunuyor.

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  • 𝒔𝒖𝒏𝒅𝒆𝒓𝒍𝒂𝒏𝒅

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  • I miss going places. I’m going to reminisce here for a while.⠀ …⠀ Thelema Mountain Vineyards, Sunderland, Western Cape, South Africa⠀ This was the third winery we visited. Those of use that signed up for the winery tour got the guide to take us to an additional winery. He was probably annoyed at the time but was relieved later because we were ALL knocked out in the van back to the hotel.

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