#eteros Tumblr posts

  • azzurri-brainrot
    27.01.2022 - 1 day ago

    MA PERCHÉ

    #WHAT WAS THE REASON #che livello di shitpost è questo? #inconsapevolmente questi uomini etero in possesso di pagine terribili ogni tanto creano opere d’arte
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  • matermorbi
    27.01.2022 - 1 day ago

    Per te, una persona che conosco da 10 anni, è un estraneo con cui non dovrei parlare di certe cose.

    Chissà cosa diresti se sapessi che quasi ogni giorno più di 5000 persone leggono qui sopra le mie stronzate.

    #Non so magari dimmi anche di cosa posso parlare caro maschio bianco etero privilegiato
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  • quacquiapulia
    24.01.2022 - 3 days ago

    Pure di spalle conta, ma vaffanculo

    #allora io non ho capito perché #questo sì #che ci sta per l'amor del cielo è su questo la serie #però oh basta che siano etero #perché se non sono etero la sessualità è sporca #eh porca troia #nudag
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  • coileoniamoremi
    22.01.2022 - 5 days ago

    Ho iniziato a seguire un profilo di additive su Instagram, I’ve become that person

    #ie quelli che seguono le cose di ingegneria sui social #prima il calcio ora questo sempre più maschio etero
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  • violeblanche
    20.01.2022 - 1 week ago
    #che poi a me gli ultrà delle curve stanno sulle palle perché sono i soliti maschi cis etero insopportabili col calcio #però queste cose sono belle #anonymous
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  • maytaiii
    19.01.2022 - 1 week ago

    hiking d8!

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  • deathshallbenomore
    13.01.2022 - 2 weeks ago

    -

    #le foto delle coppiette etero che sembrano più che altro scene prese da un sequestro di persona sono un genere indubbiamente interessante #e da approfondire antropologicamente #ah signora mia ho le sinapsi fritte chiedo venia #l’alternativa è dare fuoco a qualcosa quindi :// #*ovviamente in relazioni normali mica parlo di quelle tossiche
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  • nothoughtsjustcalciatorifregni
    09.01.2022 - 2 weeks ago

    Morta perché qualche minuto fa su qsvs avevano messo theo in quelli che stavano giocando male lol

    #e da questo si capisce che i maschi etero non si meritano il calcio
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  • nebbion-e
    08.01.2022 - 2 weeks ago

    @/calciatori, anche io ho un motivatore ma almeno ho le palle di chiamarlo ✨psicoterapeuta✨, we're not the same

    #maschi etero cis [derogatory]
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  • themhac
    07.01.2022 - 3 weeks ago

    con appena due settimane di ritardo: ho trovato un altro modo per dire che nico è bubi, christmas edition✨

    “All I want for Christmas is you” intona, stonando e senza sapere una parola di inglese, mentre balla un po’ in giro per il salotto e lo indica. Sorride così forte che quasi sente la pelle tirare, è felice, non ricorda un Natale altrettanto bello – e come potrebbe? Lui e Lorenzo stanno addobbando casa da questa mattina, festeggeranno con le loro famiglie riunite, hanno a disposizione due settimane di completo riposo in cui possono finalmente godersi un po’ di tranquillità. E poi Nicolò ama il Natale: la casa piena di decorazioni, i film romantici che per tutto il resto dell’anno lo annoiano, il Secret Santa con la squadra e, soprattutto, la scusa giusta per poter essere più dolce senza vergognarsi troppo.

    Sta sistemando una pallina sull’albero mentre si ferma a pensare a quanto, qualche anno fa, non si sarebbe mai sognato di sentirsi così leggero in questo periodo, quando nessuno neanche sapeva che lui ci tenesse così tanto a festeggiare. Lo aveva detto proprio a Lorenzo una volta, due anni fa, in una serata tra amici come tante a casa sua, dopo che per caso si era accorto che in tv davano “Miracolo sulla 34° strada” e d’improvviso aveva perso tutto l’interesse a vedere il thriller di cui stava parlando da due giorni tanto che ne era entusiasta e che perciò l’altro si era fatto promettere di riguardare insieme.

    Non l’aveva proprio detto, in realtà, solo che Lore sapeva leggere bene i suoi silenzi, così si era accorto che se esitava a cambiare canale c’era un motivo e facilmente aveva intuito che il motivo era una bambina piccola come uno scricciolo che si sedeva sulle gambe di Babbo Natale in un centro commerciale e gli rivelava di sapere che era tutto finto. “Guarda che non ci arresta nessuno se guardiamo questo film al posto dell’altro” era bastato a fargli spuntare un grosso sorriso mentre cambiava canale e, a voce bassa, nemmeno fosse un segreto inconfessabile, spiegava di amare molto la magia delle feste. “A vedermi non si direbbe, lo so” aveva aggiunto, come se da uno come lui – superficiale, pieno di sé e un po’ insensibile, pensava allora – fosse impensabile sentire queste parole. Lorenzo lo aveva rimproverato con lo sguardo, decidendo di rimandare a un altro momento la solita cantilena su quanto tutte le voci su di lui fossero lontane dal vero e “Voglio sapere chi sei” aveva detto soltanto, aspettando pazientemente che raccontasse di più. E lo aveva fatto, partendo dall’ossessione di sua mamma per gli addobbi, a quanto da bambino amasse rendere la casa così festosa, a quanto poi, durante i vari trasferimenti, spesso sognava le vacanze solo per potersi immergere ancora in quel caos di luci e colori, fino a chiarire perché, nonostante fosse così legato a questa abitudine, nonostante anche Roma ormai fosse diventata casa, era tanto restio a replicare la tradizione nel suo salotto: “Che senso ha se non ho nessuno con cui condividere la magia?”. Lorenzo non aveva dovuto pensarci due volte prima di promettergli di tornare l’indomani per fare l’albero insieme a lui e tutto il resto, e la conferma di quanto la sua offerta fosse stata apprezzata era arrivata un attimo dopo attraverso l’abbraccio stretto di Nico allentato solo per alzare il volume mentre la bambina di prima rivelava al suo babysitter speciale che, se c’era una cosa che desiderava per Natale, era una famiglia.

    Il giorno successivo era stato accolto in casa dell’altro da una voce che suonava più come una campana mentre ripeteva “Last Christmas i gave you my heart, but the very next day you gave it away…”, voce che, entrando in salotto, aveva potuto abbinare al corpo di un calciatore calato nelle vesti di ballerino. Già allora vedere un sorriso sul volto di Nico gliene faceva spuntare uno identico sul viso, ma tutta quell’energia e quell’entusiasmo, che da parte sua non aveva mai percepito così, gli avevano fatto qualcosa di più: si era innamorato, per la terza volta.

    Si era innamorato la prima volta quando si era presentato alla squadra, con la faccia tosta di uno che credeva, anzi, voleva far credere, di non dover dimostrare niente a nessuno nonostante avesse ancora i lineamenti delicati di un adolescente. La seconda volta quando, dopo l’ennesima umiliazione immotivata da parte di uno dei tecnici, lo aveva visto arrendersi alle sue paure e lasciarle scoppiare fuori in un pianto liberatorio, riservato all’angolo dello spogliatoio in cui lo avevano braccato lui e Ale.

    Quella era la terza volta che si innamorava di lui ma la prima volta che, nonostante avesse tentato per tutta la sera, non era riuscito a mettere quella sensazione a tacere, perciò alla fine gli aveva lasciato un bacio all’angolo della bocca girandosi di scatto mentre l’altro lo stava aiutando a sollevarsi un po’ per mettere la stella in cima all’albero. Nicolò, che era stupito e terrorizzato al pensiero di rovinare tutto anche solo respirando, non gli aveva staccato le braccia dalla vita per qualche secondo, mentre nella testa di Lorenzo si ripeteva a raffica ogni possibile rimprovero – Ma che hai fatto? Non capisci che non sei capace di essere responsabile? Hai combinato un casino come al solito – che alla fine aveva avuto la meglio sulle giravolte che aveva fatto il cuore. Era riuscito solo a chiedere scusa prima di scappare, lasciando Nico in mezzo a un salotto decorato solo per metà, che era rimasto così finché, due giorni e un allenamento dopo, Lorenzo lo aveva aspettato appoggiato alla sua macchina, sperando, non a torto, che “Torno con te?” bastasse a levargli dal viso il broncio e sfruttando tutta la forza che aveva in corpo per aggiungere “Abbiamo lasciato qualcosa in sospeso mi pare”, dopo cui non solo era sparita la faccia triste ma ne era spuntata una luminosa, combinata subito con una simile sul volto di Lorenzo. Poi, sistemando la ghirlanda sulla porta di casa, era arrivata anche la spiegazione della sua fuga qualche giorno prima, “Io lo so come sei, che fai tanto il duro ma invece sei fragile come tutti noi, e quello che mi spaventa non sei tu, sono io: ho paura che una cosa così bella e delicata come te possa frantumarsi nelle mie mani e io non me lo perdonerei mai, vorrei farti tutt’altro che male”.

    Quello era stato il loro primo Natale, passato a scoprirsi mentre guardavano altri film romantici – “Se mi lasci carta bianca potrei non fermarmi più, ti avverto” –, a esplorare a vicenda i loro corpi ricoprendo e lasciando ricoprire ogni centimetro di baci, a sfruttare ogni occasione per posare le mani l’uno sull’altro in un abbraccio o in una carezza, però passato anche a nascondere sotto il tappeto tutti i dubbi che affollavano la mente di Nico, che, nonostante avesse capito la sincerità nei timori di Lore, proprio non riusciva a dimenticare la sensazione di vuoto e di sconforto che lo aveva travolto dopo il suono della porta che sbatteva, e quelli di Lorenzo, che continuava a rimproverarsi di aver preferito nascondere la testa sotto la sabbia per troppo tempo e poi di aver lasciato l’altro a nuotare nel mare delle sue insicurezze, dove sapeva bene che sarebbe addirittura potuto affogare.

    C’era voluto un anno per imparare a strappare a mani nude intorno al buio di cui si erano circondati, però poi da quelle crepe era passata tutta la luce del mondo, così sono cresciuti insieme, imparando cosa volesse dire sentirsi liberi di amare e di essere amati. E se il secondo Natale era stato all’insegna dell’Amore timido, quello confessato solo a bassa voce nel buio della camera da letto, rivelato solo alle persone più care e comunque mettendo le mani avanti, che non si sa mai come vanno a finire le cose, questo, il terzo, è il risultato di tutto ciò che hanno costruito, adesso sa per certo che è come una lucina che non si fulmina mai: sa ancora – sempre – di Amore, ma anche – finalmente– di infinito.

    I suoi pensieri vengono interrotti dalle prime note di una musica che non appartiene certo alla sua playlist di Natale, sta per andare a cambiarla prima di riconoscerla, poi tutto d’un tratto si ferma in mezzo alla stanza, le mani nelle matassa di lucine che lui e Lorenzo stanno cercando di sciogliere da qualche minuto, gli occhi fissi in quelli del suo fidanzato, “È la nostra canzone”.

    Sono cresciuto distante da regole comuni

    Che non valgono per tutti, soltanto per alcuni

    Come un cervo senza un branco, un alieno tra la gente

    È diverso se mi guardi sotto un'altra lente

    A Nicolò non piace piangersi addosso. Gli hanno insegnato che fare la vittima non serve a niente, è solo quello che fanno i deboli per giustificarsi, quindi mai e poi mai ammetterebbe che, a volte, sente che gli viene riservato un trattamento diverso rispetto ai compagni – persino i complimenti sono un’arma a doppio taglio, come una sera che uno dei coach gli ha detto che era stato bravo “per essere uno che si spezza al primo sgambetto” oppure quando gli dicono che all’allenamento si è comportato bene, “…stranamente” e poi gli strizzano la guancia come si fa con un bambino.

    Allora, per non fare la vittima, si colpevolizza: ogni giorno si impegna a capire cosa c’è di tanto sbagliato, in lui, che fa sì che le persone vogliano allontanarsi ancora prima di essersi avvicinate, però ancora non è riuscito a individuare la macchia. Se solo lo facesse, pensa, potrebbe pulirla, cancellarla, camuffarla. “È proprio questo il problema – gli dice sempre Lorenzo – tu non sei sbagliato: se in un museo mettono un quadro all’ingiù e tutti quelli che passano dicono che è brutto, di chi è l’errore, di chi lo ha dipinto o di chi lo ha sistemato così?” Non è mai troppo convinto di questa spiegazione, “E se poi non gli piace nemmeno messo nel verso giusto?” chiede sempre, gli occhi imploranti, “In quel caso l’artista se ne dovrà fare una ragione, perché il quadro lo hanno guardato per davvero”.

    È che lui per davvero non si è sentito mai niente, ha sempre pensato di dover indossare panni che non erano i suoi per poter essere apprezzato da chi lo circondava, poi però ha incontrato delle persone speciali, le sue persone, e ha imparato che poteva scoprirsi e che, anzi, c’era qualcuno che non vedeva l’ora di conoscerlo così, spogliato, per davvero. Poi tra queste persone è arrivato Lorenzo e Nicolò ha capito che sentirsi esposti non è un male e che esserlo può persino moltiplicare la felicità.

    Una terra sconfinata tra un inizio ed un addio

    E tutto quello che c'è in mezzo raramente è stato mio

    Come un albero che cambia colore ogni stagione

    Una voce che si perde tra milioni di persone

    Diverso da ogni cosa che io prima conoscevo

    Ogni sua storia precedente è sempre iniziata con la data di scadenza impressa a lettere cubitali sul retro, non perché non fosse abbastanza interessato, non ci tenesse particolarmente o perché non sentisse il desiderio di stabilità, tutt’altro: semplicemente, l’idea che una persona volesse passare con lui un tempo più o meno lungo, senza stancarsi, arrabbiarsi o scocciarsi, non gli ha mai nemmeno sfiorato l’anticamera del cervello. In fondo chi avrebbe mai potuto desiderare per sé una condanna simile?

    La sua fortuna più grande, però, non è stata incontrare qualcuno che desiderava quella condanna, ma qualcuno che ogni giorno trova un nuovo modo per ricordargli che amarlo non sarà mai nient’altro che un privilegio e che lui non è nemmeno l’unico a volerne godere.

    E adesso che lo sai, maneggiami con cura

    Perché l'amore è una pistola senza la sicura

    E adesso che tu sai qual è la mia natura

    Che il buio certe notti ancora mi fa un po' paura

    E nonostante io mi mostri invulnerabile

    Sono solamente diversamente fragile

    E ora che lo sai, che ho tolto l'armatura

    Per questo, adesso tu maneggiami con cura

    A volte capita veramente che la notte si svegli di soprassalto, scosso e in preda al panico per gli incubi che fa, in cui le persone più vicine a lui (sua mamma, Gianluca, Alessandro, i suoi amici di infanzia, persino Lorenzo stesso) lo guardano dritto negli occhi e gli confessano che in realtà gli stanno vicino solo per pietà, ma che spesso si annoiano, nei momenti peggiori dicono addirittura di odiarlo. Non ha mai voluto dormire tutta la notte con qualcuno, si vergognava troppo al pensiero che potesse essere visto tanto debole e senza difese. La prima volta che è successo con Lorenzo, però, lui se lo è tirato ancora di più addosso, lo ha abbracciato stretto, “Va tutto bene, non ti lascio andare”, gli ha preso il viso tra le mani e dato un bacio leggero, “Vedi? Ho detto che non ti lascio”, poi ha allungato il piumone fino a coprirli interamente, come si nascondono i bambini che pensano di aver visto un mostro sotto al letto, “Se piangi qui non ti vede nessuno, nemmeno io”, ha stretto le mani nelle sue e se l’è portate alla bocca per baciarle piano, “Se chiudi gli occhi e ti sforzi un po’ possiamo essere ovunque”, e così, quando ricapita, fanno il giro del mondo insieme: una volta sono al mare, l’acqua cristallina e la spiaggia deserta, un’altra sulla neve, a fare gli angeli per terra, un’altra ancora sono in mezzo al campo e possono baciarsi davanti a tutti, altre sono semplicemente vicini, non importa dove.

    E ho imparato troppo in fretta a difendermi da tutti

    A guarire le ferite anche senza dare punti

    A tenermi tutto dentro, a bastarmi solamente

    Che nessuno a questo mondo ti regala niente

    Negli anni Nicolò ha dovuto imparare che l’unico modo per (cercare di) uscire indenne dai colpi che riceve è incassarli in silenzio, testa bassa e lavorare. Spera sempre che così tutti possano credere che le parole non lo abbiano nemmeno sfiorato e finalmente si guadagnerà il loro rispetto, ma poi succede che molti, aspettandosi una reazione brusca per cui poterlo rimproverare, si ripromettono di affilare di più i coltelli la prossima volta, oppure tentano di provocarlo ancora, “Vedi? Neanche il coraggio di rispondere c’hai”, come ha fatto una volta al ritorno da una partita (in cui, è vero, la performance di Nicolò non era certo stata delle migliori, ma non era differita da quelle dei compagni, anzi) un gruppo di tifosi che li aveva aspettati all’ingresso dell’hotel. Si era congelato sul posto, le spalle curve, lo sguardo incollato alle scarpe, mentre nella sua mente sentiva formarsi le solite domande – Cosa ho sbagliato in più rispetto agli altri? Cos’ho che non va? Perché non ne faccio una giusta? – e pregava che nessuno intorno a lui avesse prestato attenzione a quei ragazzi. Ancora non sapeva, però, quanto Lorenzo fosse sempre attento a guardarlo, non perché volesse controllarlo ma per assicurarsi che stesse bene e che nessuno, appunto, lo stesse trattando in malo modo. Aveva alzato gli occhi solo dopo che lo aveva sentito, “Voi invece che c’avete? Il coraggio degli allenatori da divano?”, la voce indurita e assertiva. Era grato del silenzio che era calato tra di loro all’improvviso, ma non avrebbe mai voluto restituire l’immagine di uno così debole che andava addirittura difeso da qualcun altro, così “Lò, basta, per favore” aveva pigolato, ottenendo l’assenso dell’altro, non prima che sparasse l’ultima cartuccia: “Sapete cosa? Non c’è bisogno che io lo difenda, lui dimostra ogni giorno quello che è in grado di fare e non è certo un problema suo se voi non riuscite a vederlo”.

    “E mi ha ascoltato, capito? Non ha pensato di dovermi proteggere come se fossi un bambino, si è girato dall’altra parte e ha smesso di parlare”aveva detto più tardi a telefono con sua madre, raccontandolo come se avesse visto accadere davanti a sé una specie di miracolo: era stato ascoltato e rispettato, cosa che spesso non gli capitava neanche con le persone a cui voleva bene, sempre tanto affannate a proteggerlo da non rendersi conto di non lasciargli spazio per decidere da solo come comportarsi. Lorenzo, invece, nonostante a volte – ma questo la madre non lo avrebbe saputo per molto tempo – lo chiamasse bimbo, voleva soltanto che si sentisse accolto e amato a prescindere da ciò che sceglieva di fare (o di non fare) e di dire (o di non dire).

    E adesso che lo sai, che ho tolto l'armatura

    Per questo, adesso tu maneggiami con cura

    Maneggiami con cura

    E avrò la stessa cura anch'io per te

    Anch’io per te

    Nico lo sa, a vederlo così nessuno direbbe mai che Lorenzo è una persona insicura. E non lo è infatti, se non poche ore, alla fine della giornata, quando a cena tira fuori, all’improvviso, una delle sue preoccupazioni sull’essere un capitano inadeguato, sull’ultimo infortunio, sul bisogno vitale che ha la squadra di ottenere i prossimi tre punti, o ancora di più quando sul divano o sul letto cerca un modo per mettersi la mano sul petto senza farsi troppo notare, fa silenzio mentre la lascia lì un minuto, poi sospira forte e si gira per abbracciarlo meglio. Da quando ci ha fatto caso Nico ha cominciato a scostarla delicatamente per fare spazio alla propria. Ha la conferma di amare Lorenzo in tante occasioni, come quando sbircia sul divano e lo vede tutto preso a coccolare Totò, o dopo una partita, quando legge nei suoi occhi che vorrebbe solo mettergli le braccia al collo e baciarlo a lungo, o ancora prima di cena, quando capita che è così stanco che quasi si addormenta in piedi appoggiato al bancone della cucina ed è un’immagine così tenera da fargli sentire il cuore che si scioglie; tutte queste volte, però, non sono nemmeno paragonabili a quando gli permette di prendersi cura di lui, perché significa non solo che si sente al sicuro ma anche che si fida – e quasi nessuno lo fa, ma non è certo questo il momento per rifletterci.

    Per fortuna viene salvato dall’alta marea dei suoi pensieri dal cuore che fa ancora le giravolte quando Lorenzo cerca le sue mani in mezzo alle luci e “L’ho già visto questo film” scherza, prima di lanciare il filo dietro al suo collo, avvicinandolo a sé per lasciargli un bacio leggero a fior di labbra. Adesso nessuno scappa o si affretta a trovare una scusa, anzi, adesso entrambi, se potessero, griderebbero che si amano davanti al mondo intero. Adesso Nicolò ha trovato qualcuno con cui la magia non solo la condivide, ma la crea. Gli tira di nuovo la pelle per quanto forte sta sorridendo. “Questo finale è più bello però” – e lo è soprattutto perché sa che non è la fine, è soltanto un fotogramma della vita che li attende.

    #sempre solite fisse mie blablabla ormai vi ho stancato #also bonus per la cancellazione dei maschi etero propaganda #zaniolini fic#fics
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  • ilrossettodilolita
    28.12.2021 - 4 weeks ago

    Vorrei qualcuno che sia ossessionato da me come gli uomini etero lo sono per Henry Cavill

    #ripigliatevi #non è così bello #e forse voi non siete così etero
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  • maytaiii
    28.12.2021 - 1 mont ago

    merry 2 days after christmas

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  • coileoniamoremi
    27.12.2021 - 1 mont ago
    #gli uomini etero…..
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  • what-am-i-outside-my-google-tabs
    19.12.2021 - 1 mont ago

    Or characters that are canonically bisexual but somehow the director search to gaslight us in thinking are hetero.

    #dean winchester#manuel ferro #io sta cosa che manuel sia supposedly etero non me la tiro via dalla testa #non so se ridere o piangere #nel dubbio faccio meme #supernatural#un professore #mutualiani this is for you #desticule che ha visto un professore vi abbraccio
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  • lomarradio
    17.12.2021 - 1 mont ago

    Different Kind of Lo-O-ve

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  • ilsentimentodelnullae
    17.12.2021 - 1 mont ago

    .

    #ho letto com'è andata su un professore e non riesco neanche ad incazzarmi perché fa troppo ridere #'amicizia tra un gay e un etero' lmaooo ma non avevano scopato? #sta gente preferirebbe sul serio morire piuttosto che riconoscere l'esistenza della bisessualità #però sinceramente una merda simile era prevedibile quindi non riesco proprio a capire perché la gente si ostini a guardare le fiction rai #capisco essere ottimisti ma a questo punto è inutile sperarci
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  • profoundcastiel
    16.12.2021 - 1 mont ago

    ma vafffanculo và

    #the bar was literally below the ground and they still managed to fucked it up #dopo la scorsa puntata non mi aspettavo letteralmente NIENTE. #mi aspettavo un 'Manuel diventa gay per simone' oppure 'non sono gay ma con lui è diverso' è bla bla bla #ma questo??? ma stiamo scherzando?? #ogni giorno l'Italia fa qualcosa di omofobo e mi dico 'peggio di così non può andare' e oggi giorno mi dimostra che non è così #like wtf Rai? what the actual fuck?? #prima prendiamo una confessione d'amore gay e la rendiamo platonica in supernatural #poi prendiamo direttamente un personaggio gay da una serie tv e lo rendiamo ETERO?? E TRASFORMIAMO UNA STORIA D'AMORE IN UNA D'AMICIZIA??? #sto ridendo da mezz'ora per quanto stupida e da coglioni sia sta cosa #will I watch tonight's episode? mh who knows #uno paga il canone Rai per ste pagliacciate ma ci rendiamo conto #un professore #un professore spoilers #taggo spoiler anche se non sono proprio spoiler perché magari uno vuole far finta di crederci ancora boh
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  • quacquiapulia
    13.12.2021 - 1 mont ago

    "Non è facile da accettare questa cosa" non è una malattia terminale amore

    #lil fennel ne devi mangiare ancora di pastasciutta #IL PIÙ BELLO IL PIÙ STRONZO IL PIÙ ETERO DI TUTTA LA SCUOLA CIAONE #un professtag #cioè con che faccia l'ha detto sembrava a un funerale
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  • criptochecca
    10.12.2021 - 1 mont ago

    me quando scopro che una fiction rai ha avuto le palle di metterci i gay

    #no perché le ultime volte che è successo uno è diventato etero e l'altro.... bhe l'altro era leonardo e io c'ho ancora le palle girate
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  • nonsaremodellestar
    26.11.2021 - 2 monts ago

    ho sistemato le liste delle mie ship del calcio italiano non so se sono troppe o troppo poche

    (l'ordine è puramente casuale e non in base alle mie preferenze)

    #i maschi etero non capiranno mai che bello sia seguire il calcio così
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