#parole Tumblr posts

  • blogblacksheepstuff
    24.10.2021 - 1 hour ago

    ⚫️ 𝗜 𝗡𝝝𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗨𝗕𝗜 𝗟𝗜 𝗖𝝝𝗠𝗕𝝠𝗧𝗧𝗜𝝠𝗠𝝝 𝗗𝝠 𝗦𝗩𝗘𝗚𝗟𝗜

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  • d460mm
    24.10.2021 - 3 hours ago

    Io sono il vento aria fresca e pura buffo lieve che da respiro soffio intenso che ti trasporta sono il vento... sono vita #BuonaDomenica #NoiSiamoIlDestino S4Medizioni in vendita www.s4m-edizioni.it, Amazon, on line anche in versione Kindle #ParlamiDiPoesia #Parole #Libri #lettura #narrativa #poesia #booklovers #book #books #reading #leggere #Libro #romanzo #emozione #destino #novità #coraggio #amoleggere #leggo #ioleggo #amor #life #lifestyle #amore #frasi #libridaleggere #librichepassione #libriconsigliati https://www.instagram.com/p/CVZoJr7IE1I/?utm_medium=tumblr

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  • thisgirlshouldbestudying
    23.10.2021 - 12 hours ago

    Ok l'aperitivo in teoria è una figata, ma il problema è che a me piace scofanarmi di cibo e tutte le volte con le feste aperitivo si finisce a chiacchierare fino a dopo l'ora di cena avendo mangiato tre stuzzichini.

    Tengo fame.

    #Parole al vento
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  • liquidmadness-1960
    23.10.2021 - 14 hours ago

    Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse. Per questo si infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente si infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un’aspettativa troppo ambiziosa.

     Almudena Grandes, Troppo Amore

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  • sempre-eterna
    23.10.2021 - 14 hours ago

    I tatuaggi fanno male anni dopo che li hai fatti ma per quello che ricordano.

    @sempre-eterna

    No reblog

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  • speravomeglio
    23.10.2021 - 15 hours ago

    Mi rimangono i silenzi,

    Quei piccoli momenti in cui finalmente,

    In silenzio,

    Smettevamo di lanciarci bombe a mano alle spalle.

    Fermi, immobili, occhi negli occhi.

    Ma l’amore era ed è altra cosa,

    Era già oltre, fuori contesto, spompato tra le urla.

    L’amore s’era spento nel posacenere tra le sigarette e noi ancora a credere che parlare avrebbe ricucito gli strappi.

    *questa è vecchia di almeno 9 mesi, ma mi spiaceva lasciarla a prendere polvere tra le bozze*

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  • dentroleparole-blog
    23.10.2021 - 15 hours ago

    Ho smesso di cercarti molto tempo fa, ma non ho mai smesso di parlarti, dentro di me. Non ho mai smesso di pensarti all'improvviso, sei come una nuvola che passa nei miei pensieri chiari senza preavviso. Non ho mai smesso di riempire le tue assenze con parole mute, ma ho smesso di volerti amare molto tempo fa.

    Marta Giacobbe.

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  • sempre-eterna
    23.10.2021 - 16 hours ago

    Tempo fa, durante un attacco di ansia, attraversai la strada senza nemmeno voltarmi o fermarmi, e scrissi a tutte le persone a cui tenevo: “ti voglio bene”.

    @sempre-eterna

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  • weareunderthesamestarrysky
    23.10.2021 - 16 hours ago

    Ma sai l’amore va oltre i corpi.

    E’ un segreto antico nell’anima

    che si svela d’improvviso

    attraverso un incontro,

    non perfetto ma assolutamente insostituibile.

    E così se anche non avessi creduto nell’amore,

    avrei creduto in te.

    Massimo Bisotti 🍁🍂

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  • crisaore
    23.10.2021 - 18 hours ago

    Il carrellino d’agàpe

    “Che caldo! Non vedo l’ora di arrivare a casa!” pensava Saadia mentre trascinava il carrellino della spesa sotto il sole cocente. Rientrava dopo aver fatto compere al mercato. Procurare il necessario per vivere era un suo compito. Rachid, il marito, partiva presto per lavoro e tornava verso sera, lasciando che lei si occupasse dell’appartamento e dei parenti. Non era semplice: la loro era una famiglia numerosa, affollata da quattro bambine in età prescolare. Le sfide maggiori le creava tuttavia Ahmed, fratello di Rachid, che faceva il mantenuto poltrendo tutto il giorno, guardando la televisione, bevendo e dormendo; la sua costante irascibilità e i maltrattamenti verso i familiari in assenza del fratello costituivano la cornice perfetta.

    Malgrado lo stress, Saadia riusciva a essere ugualmente una persona forte, nonostante non se ne rendesse conto. Aveva una visione distorta di sé, si considerava una nullità, non si sentiva mai all’altezza della situazione. Avrebbe avuto bisogno di incoraggiamento e di tenerezza, ma suo marito, pur essendo un uomo buono e un gran lavoratore, non ci sapeva fare con le carinerie. Verrebbe da chiedersi perché Saadia si fosse scelta un compagno così distante dalle proprie necessità; la verità è che non sempre si può scegliere… Per anni aveva maledetto il giorno in cui il padre le aveva fatto conoscere Rachid, il figlio del proprietario di uno stabilimento tessile della zona. Le era stato presentato come un buon partito, un’occasione più unica che rara. Per Saadia fu invece un colpo al cuore. Eterna sognatrice, era cresciuta nell’illusione di potersi innamorare di un uomo gentile di cui prendersi cura a propria volta. Tutti progetti che il padre non aveva voluto ascoltare, etichettando la figlia come un’ingrata. Sì, Rachid era un uomo buono, ma non era l’amore della sua vita.

    La realtà la metteva di fronte alle frasi denigratorie del cognato: le entravano in testa come erbacce, infestandone i pensieri. Insulti taglienti, vili, che giorno dopo giorno andavano a sgretolare le fondamenta dell’autostima della donna. Razionalmente, l’opinione di Ahmed non doveva avere importanza, ma per lei che soffriva emotivamente, diventava un macigno. A ciò si aggiungevano le insicurezze legate al fisico: quando toglieva il burqa e rimaneva sola davanti allo specchio, Saadia non faceva altro che trovare difetti. Era molto attraente, viso delicato e occhi castani, ma il tutto era offuscato dalle preoccupazioni riguardanti i cambiamenti che aveva affrontato il proprio fisico in seguito alle gravidanze. Non aveva mai badato troppo ai canoni estetici occidentali, ma forse la lunga permanenza in Italia l’aveva influenzata.

    Le mancava il Marocco. Quando ripensava alla vita laggiù, alla spensieratezza e ai primi anni di matrimonio, veniva presa dalla nostalgia. Al mercato andava con le sorelle. Ridevano, scherzavano, preparavano ogni genere di pietanze insieme; c’era un clima disteso e caloroso. Ogni volta che tornava con la mente a quei giorni sentiva di nuovo il profumo delle spezie che si respirava tra le bancarelle. Col tempo, però, l’unione con Rachid si rivelò un buco nell’acqua perché nel giro di poco la situazione dell’azienda del suocero peggiorò a causa di una crisi finanziaria. Risultava difficile tirare avanti con le poche entrate che si riuscivano a raggranellare, così l’Italia divenne l’unica meta possibile per guadagnare qualche spicciolo in più e aiutare i propri cari. Il Bel Paese era la patria della sua progenie, ma spesso anche tormento e timore per il futuro delle proprie bimbe. Si scontrava con la cattiveria delle persone: sguardi accusatori, disgustati che talvolta sfociavano in frasi razziste. Non tutta la gente era cattiva, ma Saadia, a furia di incassare colpi, era diventata diffidente verso chiunque. In quei frangenti sentiva ancora di più la mancanza di casa, del Marocco.

    Specchiandosi nella propria immagine, notava quanto fossero spenti i suoi occhi. Aveva trentacinque anni, ma se ne sentiva almeno quindici in più. Non trovava il tempo per divertirsi, per fare ciò che le piaceva e aveva persino dimenticato i suoi passatempi preferiti. Si annullava per aiutare gli altri. Lei era questo: amore disinteressato. E alle sue bambine non sfuggiva, come a Soraya: cinque anni, un piccolo genio. Aiutava in casa a fare le faccende a modo suo, si occupava delle sorelline e abbracciava la madre quando la vedeva un po’ giù. Aveva già imparato a scrivere e lasciava sempre dei bigliettini per i suoi familiari. Frasi semplici che su Saadia avevano grande effetto; le regalavano gioia e il sostegno a perseverare.

    Era un giorno in cui le preoccupazioni della donna si facevano più dense intrappolandola in una bolla. La sua mente si trovava a ripercorrere i rimpianti di una vita. Nella sua testa facevano baccano tristi pensieri ma all’esterno si udiva solo il carrellino che correva sull’asfalto. Era vicina al palazzo dove viveva; si potevano scorgere i gradini che la separavano dal piano sopraelevato presso cui si trovava l’ingresso del condominio. Notò che al citofono dell’edificio un postino stava suonando in cerca di qualcuno che aprisse; lei arrivò alla scalinata e cominciò a trascinare con fatica il trabiccolo. Qualsiasi osservatore esterno avrebbe colto la difficoltà della donna: dava dei forti strattoni con entrambe le mani aiutandosi con l’intero corpo perché la spesa era parecchio pesante. Il portalettere, intenerito, si chinò e si offrì di aiutarla sollevando un’estremità del telaio per raggiungere l’entrata del palazzo. Notarono che il portone era stato aperto da qualcuno dei condomini, così lui tenne l’uscio spalancato per facilitarle l’accesso e le domandò: «Abita al piano terra o deve salire?» accorgendosi della mancanza di un ascensore.

    «La ringrazio, abito qua al piano terra» rispose Saadia indicando la porta di fronte. Il postino sorrise, le chiese il nome per verificare se avesse della corrispondenza per lei e poi la salutò. La donna ricambiò con gentilezza, si diresse verso il proprio appartamento inserendo la chiave nella serratura e sparì all’interno.

    Richiuso l’uscio alle sue spalle, Saadia si appoggiò alla porta reclinando il capo e tirando un grosso sospiro di sollievo. Si sentiva in imbarazzo e, scossa dal turbinio di emozioni, si commosse. In quei semplici gesti aveva potuto leggere un sentimento sincero e disinteressato; non era stata né un fantasma né la marocchina di turno, nessuno l’aveva fatta sentire un peso, nessuno l’aveva denigrata. Avrebbe voluto ringraziare ancora quel postino, ma non era possibile. Pensò che fosse un semplice sostituto perché di solito era una donna a portarle le lettere, e che con ogni probabilità non l’avrebbe più rivisto.

    Tornò alla realtà avanzando nel corridoio per recarsi in cucina a riporre il cibo nella dispensa. Per una persona qualunque quell’azione poteva apparire come una semplice formalità. Per Saadia non fu così. La percepì come una carezza al cuore. I problemi della sua vita permanevano, ma sentì una determinazione diversa. Le lamentele del cognato non la scalfirono quel giorno e rimase di buonumore. Continuò a riproporre nella mente l’episodio appena vissuto e aprì gli occhi: amore agàpe. Sì, era questa la sua miglior qualità, quella che i greci chiamavano agàpe. Un sentimento nobile che trascende l’affetto o l’ostilità altrui e si fonda su ragioni di principio volto alla ricerca del bene degli altri. Saadia comprese quanto fosse un pregio inestimabile. Avere sulle spalle il giogo delle sue responsabilità non era semplice, ma l’atteggiamento gentile di quell’uomo le ricordò che chi vive praticando l’amore verso le persone ha bisogno di cibarsi di tale amore a propria volta.

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  • poetyca
    23.10.2021 - 18 hours ago

    Volontà - Power - Paramahansa Yogananda

    Volontà – Power – Paramahansa Yogananda

    🌸Volontà🌸“L’uomo,quale immagine di Dio, possiede dentro di sé la forza divina della volontà che tutto può. Scoprire attraverso la retta meditazione come essere in armoniacon la volontà divina è il più alto obbligo dell’uomo.” Paramahansa Yogananda 🌸🌿🌸 Power“Man, what image of God, has within himself the divine power of will that can do everything. Discover through right meditation as being in…

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    #pensierieparole #Immagini e parole #Riflessioni
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  • diariodiragazzina
    23.10.2021 - 19 hours ago

    Quando eravamo lontani per il lockdown e ci scrivevamo mi chiedeva sempre: "momento migliore della tua giornata?".

    Io ne inventavo uno a caso, perchè il pudore e la paura mi hanno sempre impedito di dirgli che il momento migliore, per me, erano proprio i suoi messaggi.

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  • aboutesse
    23.10.2021 - 19 hours ago

    Stai con chi

    nonostante abbia conosciuto i tuoi deliri,

    le tue incazzature insensate,

    le tue lune storte,

    le tue giornate no,

    e tutto il peggio di te,

    non solo decide di restare,

    ma sorride,

    ti prende per mano e

    ti ama così.

    -esse

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  • unbicchierepienodiparole
    23.10.2021 - 19 hours ago

    L'amore si siede al tavolo di chi sa sentire il profumo della pelle, parlare con gli occhi ed ascoltare i respiri. L'amore si siede al tavolo di chi comprende i tuoi silenzi. L'essere complici non è per tutti e l'amore lo sa.

    (G / pH.G)

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  • sarusantacroce
    23.10.2021 - 20 hours ago

    Nasce Gianni Rodari che con i suoi racconti, filastrocche e poesie ha fatto viaggiare con l'immaginazione generazioni di bambini. Leggere è sempre un viaggio affascinante

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